La mia lussuria

La mia lussuria

Mi chiamo Vanessa ed ho 40 anni. Mai come adesso mi sento attratta dal sesso in maniera morbosa. Ho bisogno di fare sesso tutti i giorni, se non ho un uomo accanto a mè, rigorosamente “occasionale”, alloro mi spoglio in chat e mi masturbo fino a raggiungere l’orgasmo. Mi eccitano gli uomini che mi fanno sentire una troietta sempre in calore, che mi ordinano cosa fare, se sono più di uno a guardarmi, mi eccito maggiormente. Da alcuni anni vivo solo per scelta, in una piccola casa di campagna, con un grande terrazzo ed è proprio su questo fantastico terrazzo assolato che mi piace spogliarmi e masturbarmi agli occhi dei curiosi. In questa stagione la terrazza è piuttosto fresca, lo è il contrasto della ringhiera in metallo. Quando mi inchino e ci appoggio i seni, subito mi eccito e non faccio a meno di infilare le mie dita nella mia passera sempre vogliosa. Non posso fare a meno di gemere, mentre continuo a strofinare il mio sesso, bastano pochi minuti per farmi venire l’orgasmo. Ormai in paese si mormora di queste mie piccole perversioni, e capita spesso al mattino di vedere uomini che “casualmente” passano di fronte a casa, e che si appostano per vedermi. L’altro giorno, proprio di fronte a casa, hanno iniziato dei lavori, e grandi e grossi omoni, si sono piazzati proprio fuori dal mio cancello. Così non ho resistito, sono andata sulla terrazza con indosso solo una vestaglia, ed ho richiamato la loro attenzione. Uno di loro ha iniziato a guardarmi, così mi sono spogliata completamente, mi sono seduta comodamente sulla sdraio a gambe aperte, in modo che potessero vedere bene la mia mano nel mio sesso. Uno di loro inizia così a toccarsi il pacco, e mi dice di aprire il cancello, che aveva l’uccello così duro da esplodermi nelle mutande e che aveva un immenso bisogno di scopare. Non esitai un attimo ad aprire il cancello. Arrivarono in quattro. Non persero tempo e si spogliarono completamente gettando con gran foga i vestiti sul pavimento. Io nel frattempo mi sedetti sempre nuda sul divano, due di loro si misero ai miei lati palpandomi i capezzoli, mentre il terzo mi allargò le gambe e ficcò nella mia figa bagnata la sua lingua ruvida, iniziando a dare pennellate alla mia passera. E’ difficile descrivere la mia eccitazione, mi bastava il pensiero per venire, mentre li guardavo sapevo di stare realizzando il mio sogno di essere scopata da più uomini. Nella stanza si sentivano solo le mia grida profonde di piacere, mentre l’uomo che mi leccava la passera mi incitava dicendomi ” così bella, brava, allarga la tua figa, dio che bella figa, muoviti, apri anche il tuo delizioso culetto, che poi ti vengo a scopare anche quello, ti piace vero bella troietta in calore…”. Rispondimi… “si, mio dio, mi piace, sto per venire, non resisto… godo…”. E lui ancora di più ” e allora vieni troietta, godi, godi…, lasciati andare…”. Ma un solo orgasmo non bastava a mè e nemmeno a loro, dovevo scoparmeli tutti e tutti loro dovevano ficcare il loro cazzo duro e lungo dentro di me. Così lo stesso uomo che mi aveva leccato la fica non perse un solo attimo e mi fece girare, e mise il suo cazzo dentro di mè. Un urlo immenso di piacere uscì dalla mia bocca, mentre gli altri due si masturbavano, lui mi scopava con forza ed io sentivo sempre più forte le verghe dei suoi amici. Ad un certo punto suonò il telefono, era la chiamata che stavo aspettando, così decisi di smettere e di dire a tutti che per oggi finiva così. Il mio “scopatore” non era ancora venuto, allora decisi di omaggiarlo masturbando velocemente la sua asta, con tutte le forze che avevo. Il suo liquido, fini in parte in bocca, mentre alcuni schizzi, bagnarono il mio dolce visino. Inghiottii anche il suo sperma, così lui mi disse “brava troietta”, poi si vestirono e se ne andarono, non li rividi più. Ma ovviamente incontrai altri operai…

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