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Una vacanza trasgressiva

Una vacanza trasgressiva
Era il nostro primo giorno di vacanza di gruppo. Con noi c’erano una decina di persone, tra amici e qualche coppia, e avevamo affittato una casa al mare. Quella notte eravamo tutti abbastanza brilli, perché qualcuno aveva avuto l’idea di giocare ad Obbligo o Verità in versione ovviamente alcolica.
“Tocca a te, Rita: obbligo o verità?” mi chiesero.
“Mmm obbligo”
“Ti obbligo a stare per mezz’ora nello sgabuzzino con Lorenzo” disse un mio amico.
Incerta, guardai il mio fidanzato Luca, che di solito era molto geloso, ma quella sera era così ubriaco che rise e basta, sfidandomi ad accettare l’obbligo.
Mi alzai, Lorenzo fece lo stesso e i nostri amici ci chiusero a chiave nello stanzino, al buio.
Lori era un ragazzo davvero bello e all’università girava voce che avesse un cazzo enorme. Inutile dire che avrei voluto scoparmelo innumerevoli volte, ma il fatto che stavo con Luca mi aveva sempre frenato.
Lorenzo ruppe il silenzio che c’era tra di noi: “Abbiamo mezz’ora solo per noi, allora cosa vuoi fare?”
Non risposi. Lo sentii avvicinarsi a me e palparmi il seno con una delle sue grandi mani.
“Mmm mi hanno sempre eccitato queste tue tette enormi, non sai da quanto sognavo di toccarle”
“Lorenzo no, non posso… C’è Luca”
Fuori si sentivano ancora la musica e le chiacchiere dei nostri amici che continuavano il gioco.
“Non sentirà nulla. Non ti eccita l’idea di farlo mentre lui è qui fuori a scherzare con gli altri?”
Sì che mi eccitava, ero così bagnata tra le gambe, ma non potevo lasciarmi andare… Lorenzo infilò una mano nella mia gonna e sentì la mia eccitazione.
“Guardati, sei una porca, la tua figa è già tutta bagnata e pronta per ricevere il mio cazzo”
Ormai ogni remora era sparita, volevo solo sentirlo dentro di me mentre mi trapanava.
Mi fiondai sul suo cazzo, quasi strappandogli pantaloni e mutande di dosso. Non potevo vederlo ma le voci su di lui non esageravano: era grosso e lungo, a malapena riuscivo a circondarlo con le mani.
Lo presi in bocca, cercando di ingoiare più centimetri possibile, e iniziai il miglior pompino della mia vita. Lo sentii ansimare e poi prendermi i capelli con le mani e dettare un ritmo sempre più veloce, finché non mi spinse la testa in fondo sul suo cazzo, stavo soffocando ma ce l’avevo tutto in bocca, ne ero fiera.
Mi allontanò e mi tolse tutti i vestiti, strappando le mutande. Mi stese a terra e in un attimo il suo pisello era sulla mia figa, strusciandosi sul clitoride e dandomi dei brividi di piacere. Entrò in me senza preavviso, con una forte spinta, e cominciò a scoparmi duro e senza pietà, proprio come piace a me, continuando a stuzzicarmi i capezzoli.
“Oh mio dio Lorenzo! Sto per venire!”
Lui mi tappò la bocca perché non gridassi e cominciò a stantuffare sempre più forte, toccando quel punto nella mia vagina che mi fece venire fortissimo, soffocando i miei gemiti nel suo palmo.
Lui uscì da me di colpo: “Non credere che abbia finito con te”
Mi prese per i fianchi mettendomi a pecora, io inarcai la schiena per offrirgli la figa per bene e lui non si fece attendere, tornò dentro di me ma stavolta cominciò un ritmo lento, dentro e fuori, dentro e fuori, facendomi assaporare ogni centimetro che entrava.
Toc toc.
Ci fermammo di colpo.
“Ehi là dentro, tutto bene?” Era Luca.
“S-sì” trattenni un gemito “tutto bene, continua a giocare amore”
Luca se ne andò e Lorenzo ricominciò a muoversi ad un ritmo esasperatamente lento.
“Più veloce, ti prego” ansimai. Ne avevo bisogno.
In risposta Lorenzo uscì da me sogghignando e mi lasciò vuota e vogliosa.
“Ti prego”
Lui ricominciò a strusciare il cazzo contro l’intera lunghezza della mia vulva, dal culo al clitoride, stavo quasi per venire una seconda volta. Lui lo capì e si fermò di nuovo, ma poi rientrò dentro di me con una spinta decisa e cominciò a scoparmi forte e profondamente. In questa posizione la sua cappella sfregava esattamente contro il mio punto G e non riuscii più a trattenermi. Feci in tempo a tapparmi la bocca con la mano e venni di nuovo, sentii le mie pareti contrarsi attorno al suo cazzo e qualcosa di liquido scendere lungo le gambe.
“Uhm quindi la bella fichetta sa anche squirtare? Ma che bella sorpresa” disse Lorenzo continuando a muoversi dentro di me.
“Non l’avevo mai fatto prima… È il tuo cazzo enorme che mi ha fatto riuscire”
“Se continui a farti scopare così bene sborrerò molto presto…”
“Ehi aspetta, non puoi venirmi dentro. Non prendo la pillola.”
“E invece credo proprio che lo farò. Oppure…”
Uscì da me e puntò la sua grossa cappella, lubrificata dai miei umori, proprio sul mio culo. Sussultai dalla sorpresa quando cominciò a spingere contro il mio buco stretto, ma cercai di rilassarmi e in un attimo, metà del suo lungo cazzo era dentro il mio culetto.
“Oh” gemetti, un po’ dolorante.
“Che c’è, Luca non te l’aveva mai messo nel culo? Sei così stretta”
“Sì, l’ha già fatto ma il suo pisello non è così grande”
“Uh povera Rita, chissà come dev’essere farsi scopare da un cazzetto minuscolo. Senti com’è grosso il mio? Lo senti come ti spacca il culo in due?”
“Mmm sì lo sento”
Senza preavviso, una sola spinta, Lorenzo mi impalò per tutta la lunghezza del suo pisello. Lo sentivo ovunque, deliziosamente enorme.
Feci appena in tempo ad abituarmi alla sua presenza, che lui iniziò a muoversi avanti e indietro ad un ritmo sostenuto, sempre più veloce e da come ansimava capii che stava per venire.
Si fermò di colpo, con un’ultima poderosa spinta che fece sbattere le sue palle sul mio culo. Sentii un fiotto caldo invadermi e gemetti, gustandolo tutto. Uscì da me e sentii qualche goccia di sperma che cominciava a colarmi lungo le cosce.
Feci appena in tempo a rivestirmi, che i nostri amici aprirono la porta urlando: “Sono finiti i trenta minuti! Com’è andata?”
Sorrisi e uscii dallo sgabuzzino, lisciandomi la gonna e sentendo tutta la sborra che scendeva dalle mie gambe, vista l’assenza delle mutande che erano state strappate. Meno male erano tutti troppo ubriachi per accorgersi di qualcosa.
Luca mi raggiunse e insieme camminammo fino alla nostra stanza. Cominciò a palparmi il sedere, chiedendomi se avessi voglia.
Io feci finta di sbadigliare e dissi che ero troppo stanca, ma la verità era che dopo aver provato il cazzo di Lorenzo, nessuna scopata sarebbe più stata all’altezza.

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